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Rome Startup Week 2019

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Studio OCSE su Startup Act

Presentato ieri a Roma

OCSE - Valutazione Startup Act

L’analisi OCSE sulla policy per le startup innovative – il cd “Startup Act” italiano – rivela una serie di dati inconfutabili sui limiti della normativa: è necessario stringere le maglie dei criteri di accesso al registro delle startup, al fine di concentrare gli incentivi sui potenziali grandi creatori di posti di lavoro; è necessario aumentare le semplificazioni e sburocratizzazioni; è necessario rimuovere il criterio dell’oggetto sociale per l’accesso agli incentivi, che ha creato distorsioni ed asimmetrie basate sulla discrezionalità delle Camere di Commercio; è necessario articolare meglio la filiera degli operatori intermedi (il cd. “ecosistema”), incrementandone la quantità e la professionalità; è necessario insistere sulla formazione; è necessario focalizzarsi sul capitale di rischio anziché sul debito. Tutto ciò è fondamentale che venga fatto prima di aprire i rubinetti della liquidità, passo altresì fondamentale per giocare nella stessa serie dei paesi simili all’Italia, perché ad oggi nel paese non sussistono condizioni “sane” ed operatori sufficientemente preparati per riversare una grande massa di capitali in imprese ad alto potenziale.

Roma Startup apprezza enormemente il lavoro svolto dai tecnici OCSE, le cui conclusioni ricalcano quasi perfettamente quelle della campagna di quasi un anno fa per un nuovo Startup Act italiano, di cui si rinnova l’urgente necessità per frenare la fuga di talenti e di imprese dall’Italia.


Il rapporto in versione integrale:
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Comunicato Stampa - Open Innovation Club

Startup e Grandi Imprese: nasce un “Club” in cui le Corporate e le Pubbliche Amministrazioni si aiutano tra loro a comprendere i modelli di Open Innovation, condividendo esperienze e idee, per far crescere l’ecosistema italiano e favorire innovazione e sviluppo economico

[Roma] 19 Luglio 2018 – Si è svolto ieri l’incontro di lancio dell’”Open Innovation Club” italiano, un programma di incontri riservati a grandi aziende e alcune grandi amministrazioni pubbliche, coordinato dall’associazione Roma Startup e dall’advisor del programma, Gloria Gazzano, ospitato nella sede di ENEL.

Il format dell’iniziativa presentato alla platea prevede un calendario di incontri a porte chiuse, soggetti alla nota regola di riservatezza “Chatham House Rule”, in cui favorire co-apprendimento e condivisione tra grandi organizzazioni. In questo modo si intende favorire, insieme al racconto delle esperienze da mettere in condivisione, l’emersione e l’ammissione di insuccessi ed esperienze negative da parte dei partecipanti, con la garanzia di riservatezza.

Scopo dell’Open Innovation Club è di favorire l’allineamento di know-how, linguaggi e metodologie tra le grandi aziende e PA con le best practice internazionali adottate nell’Open Innovation e nell’adozione di nuove tecnologie, e nell’operare nell’ecosistema delle startup. Si sviluppa attraverso eventi a struttura variabile, in sedi a rotazione, basati sull’ascolto di discussant esterni o su interventi e condivisioni tra i membri sui temi di interesse.

“Ci siamo resi conto della grande confusione che esiste nel paese intorno all’industrializzazione dell’innovazione, con termini che emergono grazie a mode ma senza sottostante condivisione di corrispettive practice internazionali, fatto che porta le aziende ad agire senza strategia e reinventando la ruota, di fatto senza mai generare più che dei proof of concept”, commenta Gianmarco Carnovale, presidente di Roma Startup “quindi c’era bisogno di trovare un modo attraverso cui supportare i grandi gruppi nell’identificare le pratiche virtuose intorno ad un argomento su cui fino ad oggi c’è stata troppa mediaticità e poca sostanza, pur se declinata nella variante del consulente di turno. Al contrario l’Open Innovation Club aiuterà a fissare perimetri, percorsi e finalità reali, e metterà a disposizione dei propri membri delle occasioni di co-apprendimento tra pari, di interlocuzione con esperti prive di finalità commerciali, nonché fornire spunti per iniziative collaborative. Proprio questo sarà il valore aggiunto del collocamento all’interno di un’organizzazione senza scopo di lucro come la nostra. Pensiamo, grazie a questo programma che ci è stato ispirato da altri ecosistemi più maturi, di permettere alle grandi organizzazioni aderenti di poter finalizzare in modo concreto i loro effort nel settore e contemporaneamente avere un impatto positivo nell’investire in startup, cosa che fa parte della mission della nostra associazione”.

Tra i relatori dell’incontro di lancio l’Assessore all’Innovazione del Comune di Roma Flavia Marzano, l’Innovation Evangelist Ivan Ortenzi, ed il CIO di ENEL Ernesto Ciorra. Oltre ad ENEL che ha ospitato l’incontro, gli altri soggetti già membri di diritto dell’Open Innovation Club italiano in quanto soci di Roma Startup sono TIM, Ferrovie dello Stato Italiane, CISCO, Poste Italiane, Radio Dimensione Suono ed il Consorzio ELIS, a cui da pochi giorni si è aggiunta Google. Numerosi gli altri soggetti italiani e stranieri in via di adesione tra le oltre trenta organizzazioni che hanno preso parte all’evento di lancio.

Per maggiori info:
Open Innovation Club (v. ITA) (v. ENG

Anno nuovo, sito nuovo.

Dal primo marzo, Roma startup avrà un sito tutto nuovo, di cui oggi vedete una anticipazione. La veste grafica rinnovata è ovviamente solo la più visibile delle novità. Nuove funzionalità consentiranno agli Associati, iscritti e tutti gli interessati di rimanere aggiornati sulle attività di Roma Startup, accedere ad informazioni e contenuti più strutturati, collaborare e contribuire in modo efficiente al raggiungimento degli obbiettivi dell'associazione.

10 RICHIESTE per un vero STARTUP ACT

Non possiamo più attendere
10 RICHIESTE per un vero STARTUP ACT


Dal 2 febbraio Roma Stratup ha lanciato la campagna 10 RICHIESTE per un vero STARTUP ACT, promuovendo una raccolta firme alla quale hanno già aderito molti dei principali attori dell'ecosistema startup nazionale ed internazionale.

La campagna poggia solidamente su un working document  - elaborato da Roma Startup - aperto a contributi e revisioni da parte degli stakeholders.

Per maggiori informazioni, sottoscrivere la campagna ed inviare il proprio contributo:

www.startupact.it 

Direttiva UE sul Copyright – Allied for Startups

ALLIED FOR STARTUPS 
 

Allied for Startups and the undersigned member associations – among which Roma Startup – and startups have sent the attached letter to Members and Substitutes of the Legal Affairs Committee regarding the ongoing negotiations on the EU Copyright directive.

Allied for Startups e tutte le associaizoni – tra cui Roma Startup – e imprese partner del network hanno inviato la lettera in allegato, relativa alla negoziazione in corso per la Direttiva dell’Unione Europea sul Copyright, a tutti i Membri e Sostituti della Commissione Affari Giuridici UE.

L’ecosistema dell’innovazione Italiano unito per accelerare la crescita delle startup e la competitività dell’Italia

L’ecosistema dell’innovazione Italiano unito per accelerare la crescita delle startup e la competitività dell’Italia

L’ecosistema dell’innovazione Italiano unito per accelerare la crescita delle startup e la competitività dell’Italia
Sette associazioni della filiera presentano un manifesto con proposte di intervento per il completamento e miglioramento della normativa Startup
Quattro le aree oggetto di proposte: talenti, capitali, semplificazioni ed exit

23 novembre 2016 – Si presentano per la prima volta insieme, sollecitando un’azione di sistema, le associazioni che rappresentano le differenti anime della filiera del sostegno e del finanziamento alle startup: AIFI, APSTI, Endeavor, IBAN, Italia Startup, PNICube, Roma Startup. Le 7 associazioni si sono coordinate per promuovere un manifesto unitariocon proposte concrete che possono far realizzare al nostro paese un ulteriore balzo in avanti nell’adozione di strumenti utili a favorire l’innovazione e la capacità di attrarre talenti e capitali per recuperare il gap nello sviluppo d’imprese, nella creazione di posti di lavoro qualificati e nella creazione di valore diffuso. Dopo il decreto Crescita 2.0 del 2012, che ha avuto il pregio di rendere il mercato e gli operatori sensibili verso i temi dell’innovazione, del trasferimento tecnologico e degli investimenti in startup innovative, le firmatarie del documento ritengono che sia giunto il momento di affrontare la “manutenzione evolutiva” di questi interventi. Il manifesto contiene indicazioni puntuali per consolidare le iniziative legislative già in essere, in coerenza con alcuni provvedimenti contenuti nel Piano Industria 4.0, in parte avviati con la legge di Stabilità, e portare l’Italia a misurarsi in modo concorrenziale con le economie nazionali ad essa più similari.
Le aree che sono state individuate sono quattro: talenti, capitali, semplificazioni ed exit.
L’area “talenti” si rivolge al perfezionamento del sistema dei visti e agli interventi che facilitano la contaminazione tra mondo della ricerca ed esperienza nella creazione di impresa come, ad esempio, la tutela del posto di lavoro per i ricercatori che decidono di avviare una startup.
L’area “capitali” riguarda il potenziamento degli incentivi fiscali esistenti, in termini di incisività e di durata, così da moltiplicare in modo sensibile le fonti di capitale di rischio a favore delle neo imprese, nonché la richiesta di maggiore flessibilità del contesto regolamentare, soprattutto per gli schemi di investimento che si rivolgono ai progetti in fase preseed e seed, oggi sottoposti a rigidità normative che li rendono non sostenibili.
L’area “semplificazione” identifica la necessità di portare a zero gli oneri in fase di “tentativo di impresa”, per esempio strutturando un regime alternativo che – al di sotto di una soglia di fatturato annuo o patrimonializzazione – esenti da adempimenti invece necessari quando si passa ad una fase di vita meno precaria dell’impresa. Per quanto attiene la realtà degli incubatori di impresa, molto varia e diversificata, si propone sia di segmentarne le tipologie che di individuare delle best practice, che dovrebbero essere riconosciute a livello nazionale, per rilanciare questi soggetti come strumenti di sviluppo economico.
L’area “exit” si focalizza su un incentivo fiscale utile a innescare circoli virtuosi di crescita, rendendo le startup appetibili per ulteriori round di finanziamento o per acquisizione da parte di grandi aziende. Questo approccio consente anche di mantenere in Italia le tecnologie e le menti imprenditoriali che oggi tendono a trasferirsi.
Certe della necessità e della assoluta strategicità di rafforzare la competitività del paese su questa filiera, le associazioni restano aperte al confronto sia con le istituzioni sia con il mercato.

Contatti stampa:
AIFI: Annalisa Caccavale (a.caccavale@aifi.it)
APSTI: Chiara Mariani (segreteria@apsti.it) e Emanuela Donetti (emanuela.donetti@gmail.com)
Endeavor: Mattia Zanetti (mattiaz@nowpr.it) e Sara Di Betta (sarad@nowpr.it)
IBAN: Daniele Occhi (d.occhi@bemedia.it)
Italia Startup: Sara Antonelli (sara@mirandola.net)
PNICube: Valentina Parenti (vparenti@valentinacommunication.net)
Roma Startup: press@romastartup.it


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